Recensione di Donne senza uomini

Donne senza uomini

Tehran, 1953. Durante il conflitto per emancipare la Persia dalle potenze europee e ottenere la nazionalizzazione della Anglo-Iranian Oil Company, quattro donne di diversa estrazione sociale cercano di sopravvivere ai loro destini tragici e determinati (da padri e fratelli).

Munis è una giovane donna con un’appassionata coscienza politica che resiste all’isolamento impostole dal fratello, Faezeh sogna di sposare l’uomo che ama, Fakhiri, sposata senza amore, lascia il marito per lasciarsi andare ad un amore del passato, Zarin è una prostituta abusata dagli uomini di cui non distingue più i volti. A un passo dalla democrazia, sfumata con un golpe militare organizzato dalla CIA, Munis, Faezeh, Fakhiri e Zarin lasceranno la città per trovare un momentaneo spazio  dove dimenticare i soprusi, la sopraffazione, la violenza, il suicidio, lo stupro. Ma fuori dalle mura la Storia avanza, assediandone le vite e le speranze.

Trasposizione del romanzo omonimo di Shahrnush Parsipur, Donne senza uomini segna il debutto alla regia di Shirin Neshat, intensa e sensibile artista iraniana. Munis, Faezeh, Fakhiri e Zarin si muovono in un cerchio limitato dagli uomini e  dalla cultura iraniana.

Soffocate in una struttura chiusa, perfetta e senza vita dalla crudeltà dello sguardo maschile, le donne senza uomini di Shirin Neshat sono private di ogni diritto e non hanno diritto alla felicità. Niente speranza e niente abbandono, è impossibile lasciarsi andare per chi è costretto a essere sempre vigile, prudente e misurato. opera prima della Neshat apre e chiude lo sguardo su un mondo cristallizzato dove l’uomo occupa fisicamente e politicamente ogni spazio e dove le donne hanno solo gli sguardi per narrare le loro (non) vite.

Intensa la fotografia del film, che ricrea istantanee, quadri e che riesce a disvelare i sentimenti, le angoscie di queste donne e le loro fragilità.Stupendo, una poesia dedicata alle donne che soffrono.

Pubblicato in: Recensioni e critiche

Tags:

Informazioni sull'autore dell'articolo:

RSSCommenti (1)

Lascia un commento | Trackback URL

Lascia un Commento